Di cosa stiamo parlando?

Non abbiamo un futuro. Presto, tutte le persone che conosciamo moriranno.

I nostri genitori, i nostri amici, il nostro cane, il nostro gatto, tu ed io. C’è un asteroide in rotta di collisione con la Terra? No, ma di solito quello fa paura perché uccide tutti. O ci sono altri motivi per cui fa paura?

Ho la tua attenzione? Stiamo parlando di salvare vite umane. Né più e ne meno. È una pura questione di salute. La salute, prima di tutto. È una priorità assoluta. Senza di essa non c’è niente.

Per rimanere in salute è necessario, oltre che evitare autobus e pallottole in fronte, avere la meglio sulle malattie. Su questo siamo tutti d’accordo, giusto? Ora, risulta che il modo migliore di affrontare le malattie sia la prevenzione. Il famoso detto “prevenire è meglio che curare” non è un semplice modo di dire. Ad esempio nel cancro la prevenzione è ancora oggi la migliore strategia, e la si fa, ove possibile, riducendo i fattori di rischio – come il fumo o il contatto con altri agenti mutageni chimici o fisici (raggi UV, raggi X, …) – e sottoponendosi a controlli regolari.

Ok, ma come si fa a ridurre al minimo tutti i fattori di rischio per tutte le malattie?

Riflettiamo su un fatto. Tutti noi siamo a conoscenza di come i problemi di salute, statisticamente, aumentino con l’avanzare dell’età: la funzionalità dei nostri sensi peggiora (vista, udito), il nostro cuore comincia a fare le bizze, la pelle diventa meno elastica, le articolazioni cominciano a cedere, artrosi, diabete, ecc. ecc.  Insomma, la vita ci mette alla prova con problemi che diventano sempre di più e sempre più difficili da superare. Stimolante? Peccato che, dati alla mano, sia una prova impossibile da superare, perché alla fine si muore. Sembra un gioco sadico vero? Saw l’enigmista almeno dava una via d’uscita.

In altre parole, il fattore di rischio (il quale poi col tempo diventa causa certa) che accomuna un grandissimo numero di malattie e problemi è l’età stessa. In realtà non l’età cronologica, ma l’età biologica.

Bene (ma non benissimo)! Se trovassimo il modo di mantenerla bassa, cioè di non invecchiare, avremmo azzerato il fattore di rischio più importante per tutte le malattie. Ed inoltre, come dicevo sopra, eventuali malattie o infortuni, da giovani si affrontano meglio. In generale direi che si vive proprio meglio. Si possono fare più cose…. insomma ci si diverte di più, da giovani.

Ti piace vincere facile??? Ma mica si può fermare il tempo! – dirai tu. No, in effetti il tempo è una variabile che non possiamo controllare. Ma, a dirla tutta, non è quello che ci interessa. Non ci interessa l’età anagrafica, ma l’età biologica. Quello che davvero ci interessa è bloccare o invertire l’invecchiamento biologico, che è un processo degenerativo (peggiorativo), rimanendo o tornando, di fatto, giovani.

Per fortuna non sono vaneggiamenti, gli scienziati di tutto il mondo hanno già iniziato a farlo. Sono già stati ottenuti risultati impressionanti.

Credo che sarebbe il caso di promuovere questo tipo di ricerca come se non ci fosse un domani. In effetti non c’è proprio nessun domani per noi, se non risolviamo il problema dell’invecchiamento biologico. Inutile dire che i giovani sono il futuro, se il futuro dei giovani è di non essere più giovani e quindi di non avere futuro. Anche le nuove vite che nasceranno, che si fa finta di voler proteggere, andranno perse, tutte.

Ma chi vuole vivere per sempre?

Essere giovane e forte non vuol dire essere immortale. Ma intanto facciamo in modo che la salute non peggiori esponenzialmente dopo poco che uno inizia a prendere le misure alla vita e inizia a trovare la sua strada.

Ti sembra che la vita umana sia abbastanza lunga così? 80 anni sembrano tanti quando sei giovane, ma quando non lo sei sembrano niente (“il tempo vola”). E se non lo sai, sappi che i segni fisici dell’invecchiamento arrivano già dai 35 anni, mediamente, e diventa pure difficile fare figli, per le donne (“orologio biologico”).

Molte/i vengono colti di sorpresa da questo improvviso cambiamento. Cominci a non poter fare tutto quello che prima potevi fare. Un po’ perdi la tua identità, non ti riconosci. Ti accorgi che si passa dal vivere al sopravvivere. E che la vita diventa una sorta di corsa contro il tempo. “La vita è breve” “Gli anni volano”. Tempus fugit. Carpe diem. Mai sentito dire? Tutte cose che si riempiono di un significato vero.

Insomma, non mi sembra che ci sia tutto ‘sto tempo da vivere al massimo. Come se poi uno non avesse il diritto di vivere anche non al massimo, con i suoi tempi (il concetto della biodiversità).

Cominci a cambiare, ma… non in meglio. L’esperienza acquisita col tempo (e non grazie all’invecchiamento, ma grazie all’apprendimento) può migliorarti, per fortuna, ma non si accompagnerà a un miglioramento globale. Non esiste “andrà sempre meglio”. Di fatto le tue energie diminuiranno e gli acciacchi aumenteranno.

Si inizia a perdere la libertà di fare le cose che si amano. Le persone che hanno trovato presto la loro passione sono costrette a dover smettere già verso i 40 anni: Francesco Totti, Roger Federer, Valentino Rossi, i musicisti. Ma pensiamo anche a Robin Williams, che non poteva ricordarsi le battute per un tipo di demenza (le demenze sono malattie degenerative secondarie all’invecchiamento, che è una degenerazione generale). Figuriamoci gli altri, le persone normali, che hanno avuto più difficoltà a trovare la loro strada e/o hanno avuto sfortuna in amore.
Queste riflessioni non vengono mai fatte, e misteriosamente quando si parla di dare la possibilità di mantenere la salute nel tempo senza invecchiare, viene proposta la descrizione favolistica secondo cui tutti per magia a 80 anni hanno vissuto una vita piena.

Ma lo si ricordi ancora una volta, perché è un punto chiave: anche chi ha avuto la massima fortuna di avere avuto una vita piena di soddisfazioni, pensiamo a Piero Angela o Woody Allen, era decisamente contrario alla morte, e non ha scelto di deperire e morire. C’è stata una costrizione violenta, senza alcuna libertà di scelta. Anche Alberto Angela ha voluto specificare di pensare che “chi amiamo non ci dovrebbe mai lasciare”.

L’amore è un concetto chiave.